• Il Boeing Starliner completa il pad abort test

    Il test del sistema crew escape è un traguardo fondamentale prima del primo lancio equipaggiato

    5 novembre, 2019 - Boeing ha superato un test fondamentale sulla strada per riportare gli Stati Uniti alle capacità di human spaceflight launch, completando con successo il pad abort test del CST-100 Starliner.

    Durante il test di due minuti progettato per simulare un launch pad emergency, uno Starliner spacecraft senza equipaggio si è sollevato grazie alla propria spinta da un test stand presso l’U.S. Army’s White Sands Missile Range in New Mexico. Il veicolo è stato in grado di dimostrare le performance adeguate di numerosi sistemi integrati che sarebbero necessari per spingere con successo la capsula lontano dal suo Atlas V launch vehicle in qualsiasi momento durante la salita.

    “Il test team e la navicella spaziale si sono comportati perfettamente”, ha dichiarato John Mulholland, Starliner Program Manager. “I test sugli scenari di emergenza sono molto complessi e oggi il nostro team ha convalidato che lo spacecraft manterrà il nostro equipaggio al sicuro nell’improbabile evento di un’interruzione”.

    Al T-0 nel conto alla rovescia, lo Starliner ha acceso i suoi quattro launch abort engines (LAE) e diversi orbital maneuvering and attitude control (OMAC) thrusters. Con 190.000 libbre di spinta, il veicolo spaziale si è rapidamente spinto in alto e lontano dal test stand, mostrando la velocità con cui il sistema può allontanare gli equipaggi dal pericolo, se necessario. Il veicolo ha volato per quasi un miglio in poco meno di 20 secondi prima di schierare il suo scudo termico e i paracadute.

    A quasi 34 secondi dall’inizio del test, i service and crew modules si sono separati. Mentre il crew module scendeva lentamente verso un atterraggio sicuro con i paracadute, il service module continuava a cadere liberamente come previsto.

    A poco più di un minuto, l’heat shield di base del veicolo si è separato, consentendo agli airbag dello Starliner spacecraft di gonfiarsi in preparazione all’atterraggio. Il crew module è atterrato 95 secondi dopo l’attivazione degli abort engines.

    “Abbiamo testato tutti questi sistemi singolarmente, quindi sappiamo che il propulsion system si attiva ai livelli previsti e sappiamo che i paracadute possono supportare il veicolo e rallentarlo in sicurezza, ma il vero test è assicurarsi che tali sistemi possano funzionare insieme. A questo punto sai che questi sistemi sono pronti a far volare le persone”, ha detto Alicia Evans, Boeing Pad Abort Test Flight Director.

    Nelle prossime 24 ore il crew module dello Starliner verrà recuperato per la valutazione e l’analisi. L’esecuzione di questo test a terra aiuta a preservare il crew module per il riutilizzo e Boeing utilizzerà i dati di questo test per convalidare ulteriormente le performance del sistema durante le operazioni di atterraggio nominali. Lo Starliner è progettato per essere la prima American-made orbital crew capsule to land on land, il che contribuirà a rendere i crew modules riutilizzabili fino a 10 volte.

    Boeing si impegna a fornire servizi di trasporto sicuri e affidabili verso destinazioni orbitali low Earth tra cui la International Space Station.

    Lo Starliner pad abort test è una pietra miliare fondamentale prima di far volare gli astronauti Boeing e NASA verso il laboratorio in orbita durante lo Starliner Crew Flight Test e per volare missioni operative verso la stazione per la NASA nel prossimo futuro.

    In seguito al comunicato precedente soprariportato, Boeing ha rilasciato il seguente statement: “Il pad abort test di oggi è stato una pietra miliare per il nostro team CST-100 Starliner, per la NASA e per l’American human spaceflight. Esamineremo i dati per determinare le performance di tutti i sistemi, inclusa la parachute deployment sequence. Abbiamo avuto una deployment anomaly, non una parachute failure. È troppo presto per capire perché tutti e tre i main parachutes non si siano dispiegati, tuttavia averne due su tre dispiegati con successo è accettabile per i test parameters and crew safety. Al momento non prevediamo alcun impatto sul nostro Orbital Flight Test previsto per il 17 dicembre. In futuro faremo tutto il necessario per garantire voli orbitali sicuri con equipaggio”.

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